
All’insegnante di sostegno, la mamma di un bimbo disabile comincia a pensare già prima che inizi l’estate.”Chissa se sarà giovane abbastanza per stare dietro alle sue corse, si chiede mentre lava, stira, prepara la cena o guarda il proprio bambino mentre dorme – chissa se avrà la pazienza di comprenderlo nelle sue difficoltà quotidiane. Chissà se avrà quella dedizione che le consentirà di tirar fuori quello che solo l’amore può vedere in certi bimb@ ragazz@
Nonostante le ferie, l’ombra dell’ansia per l’incognita dell’insegnante di sostegno, accompagna ogni genitore in modo costante.
Poi, arriva il momento dell’incontro.
Quante speranze, quante aspettative e quanta fiducia in quella figura che entra a far parte della vita della tua creatura. In molti dicono che il futuro di certi bambini, spesso viene segnato dall’incontro di persone in grado di dare la svolta giusta. Così, ti vengono in mente quelle parole e voli con la fantasia pensando che sia proprio quella, che ti ritrovi davanti il primo giorno di scuola, la persona che cambierà la vita di tuo figlio. Quell’insegnante prende le sembianze di un angelo, un angelo in grado di far volare alto il tuo ragazz@, di far realizzare i suoi, ma soprattutto i tuoi desideri.
Agli insegnanti di sostegno e non solo a loro, bensi a tutte quelle figure che si alternano nella quotidianità degli studenti disabili (insegnanti curriculari, operatori, assistenti, etc), sono rivolte le significative parole di Jene Aviram della Natural Learning Concepts. Parole che racchiudono i sentimenti di tanti genitori, bisognose di sapere solo che mentre loro sono a lavoro o in casa, ci sia chi con amore, si sta occupando del proprio ragazz@ in maniera seria, professionale e amorevole.
<<Provate a ripensare a quando avevate 6, 8, 10 anni… Ricordate la vostra maestra? Ricordate come la guardavate? Le sue parole erano per voi oro colato. Ricordate quando non avevate fatto i compiti o quando non stavate attenti? Le sue parole severe vi colpivano al cuore non per quello che significavano in sé, ma perché voi desideravate disperatamente la sua approvazione.
La scuola finisce poi e si dimenticano quei giorni…ma oggi a mio figlio è stato diagnosticato l’autismo e mi ritrovo ad essere quella bambina di 8 anni: ho di nuovo disperatamente bisogno dell’approvazione della maestra, ma questa volta non per me: per mio figlio!
È questo un sentire comune ai genitori dei bambini con disabilità. Per cui, se sei un’insegnante…….QUESTO E’ PER TE!
Mio figlio ha una disabilità. Non lo nego…lo so! Come potrei? Lo vivo ogni giorno. Ho altri figli. I miei amici hanno figli, conosco la differenza!
Loro fanno delle domande, mio figlio magari no. Loro giocano insieme, mio figlio magari no. Loro condividono i loro pensieri…mio figlio magari non può. Mio figlio è diverso. Ha una sua propria missione da compiere e io sono felice di essere dalla sua parte. Sono entusiasta quando impara qualcosa di nuovo, non importa quanto piccola. Sono orgogliosa quando riesce a fare quello che mai avrei ritenuto possibile. Godo delle sue particolarità…ti prego, gioiscine con me! Per favore, considera i suoi sforzi.
Mio figlio ha molte sfaccettature. Ha debolezze e punti di forza. Ha deficit ed abilità.
La gente addita sempre i suoi deficit, ma per favore…unisciti a me nel notare le sue capacità!
Maestr@, peofessor@ nei nostri incontri…ti prego…permettimi qualche volta di riconoscere con te le sue qualità positive. Ogni qualvolta tu lo farai…io tornerò a casa come camminando per aria; se non lo farai, guiderò verso casa piangendo.
Mio figlio viene giudicato continuamente. Ti chiedo di non farlo anche tu! Stringiti forte a noi! Uniti faremo bene! Possiamo conquistare il mondo! Aiutami ad infondere sicurezza in mio figlio. Mostragli la sua grandezza. Prova a vedere dalla sua prospettiva, incoraggialo quanto più puoi. Facendolo, tu migliorerai la sua vita e costruirai in lui la fiducia. Lo motiverai e lo ispirerai e lui supererà le tue aspettative. Lui/Lei ti sar eternamente grato!!”