
La storia sta evolvendo verso il lieto. Ma c’è voluto un anno, tanta pazienza e perseveranza sua e della famiglia, la strategia giusta degli avvocati. Tutto accadde a novembre dello scorso, quando in occasione di Nardò-Nocerina si verificarono tafferugli tra le opposte tifoserie. Un mese dopo, arrivarono i Daspo ai presunti autori e coinvolti nei tafferugli. Arrivò anche al protagonista della storia che vi raccontiamo, un 24enne di Nocera, che si vide recapitare un Daspo di 5 anni, ovvero l’impossibilità quinquennale di entrare in qualsiasi impianto sportivo (quindi non solo quello dove va in scena domenica dopo domenica la squadra del cuore). Lui e la sua famiglia, tramite due avvocati, il napoletano Giuseppe Maria Riccio e il leccese Giuseppe Milli, sono riusciti a dimostrare con fatica, arrivando fino al Tar di Lecce, dopo che Prefettura e Questura avevano in pratica confermato il Daspo dicendo di sì alle sommarie ricostruzioni delle forze dell’Ordine in fase di primo ricorso gerarchico. I suoi legali, invece, sono riusciti a dimostrare, attraverso ben tre integrazioni, che tutte le accuse (lancio di oggetti, rissa, oltraggio a pubblico ufficiale) non avevano alcun riscontro vero o documentabile (videocamere ad esempio). Il Tar di Lecce, non essendoci in aggiunta alcun provvedimento di natura penale a carico del ragazzo, ne ha preso atto e ha sospeso l’efficacia del provvedimento che è e resta di natura amministrativa, riservandosi di entrare prossimamente anche nel merito. Il tifoso in questione già da domenica prossima potrà tornare a guardare la partita allo stadio. Noi non siamo difensori di nessuno ma ci chiediamo: quante volte questi Daspo, soprattutto quelli di gruppo, non tengono realmente conto di quello che accade e colpiscono indiscriminatamente nel mucchio ?