
Amore e Psiche.
Quando racconto Amore e Psiche, mi chiedo come mai, nel nostro ricordare questo mito, ci sia più il ricordo del dolore che della felicità…
Tutti ci ricordiamo, di Psiche, che con la lanterna illumina il volto di Amore, e di Amore che vola via per il tradimento subito dopo (verrò da te ogni notte, dice Amore, ma non cadere nella tentazione di voler conoscere chi sono).
Sembra assurdo che proprio la luce, lo svelare, sia l’origine del tradimento, un po’ come il frutto della conoscenza, la mela di Eva.
La favola in se finisce bene, dopo molte peripezie, Amore e Psiche si sposano, avranno una figlia dal nome Voluttà.
Ovviamente, proviamo a comprendere cosa ci comunica nell’inconscio questa storia.
Quando Psiche rompe il patto con Amore, essa non sa chi dorme accanto a lei, è felice ma… ha un dubbio!
In fondo noi tutti siamo Psiche, perché ?
Perché, Psiche è un’essere umano qualsiasi, siamo io e te…
Essa, si fa la stessa domanda che, ci facciamo un po’ tutti, svegliandosi accanto alla persona amata, chi è costui a cui sto dando il mio amore ?
È un essere speciale o un mostro da temere?
Psiche, prova a resistere alla curiosità, ma non ci riuscirà, e risolve il dilemma.
Ma noi?
Per noi è più difficile, di fronte al gesto di Psiche ci sentiamo anche noi sollevati, lei ha potuto capire.
Psiche ci chiarisce, ciò che a noi non sarà mai chiaro.
Questo è il punto inconscio di Amore e Psiche.
Oggi il nostro mondo è fatto di divinità da una parte e mostri dall’altra, in mezzo ci siamo noi, uomini e donne normali, sgangherati.
Psiche, che nonostante la lanterna accesa, non riusciamo così bene a distinguere, tra il bene ed il male.
Psiche vuole conoscere fino in fondo, vuole sapere tutto, come ogni essere umano è debole…
Ma cosa sarebbe l’amore se non si esprimesse anche attraverso la debolezza?
Anche la Psiche più forte, se in Amore avrà le sue fragilità!