
Ecco il testo ricevuto dai primi cittadini della nostra Regione
Gentile Sindaco, faccio seguito all’incontro tenuto, in seguito alla richiesta dell’ANCI Regionale Campania, con una delegazione di Sindaci campani il 14 febbraio scorso. L’incontro è stato motivato dalla preoccupazione degli amministratori locali circa le modalità e i tempi di definizione dell’Accordo per la Coesione tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Campania, anche in relazione all’urgenza di portare a termine importanti progetti non completati della programmazione europea 2014-2020.
La sottoscrizione degli Accordi è una priorità di questo Governo: a partire dal suo insediamento, è stata messa in atto una profonda riforma della politica di coesione, con l’introduzione di nuove regole volte a massimizzare l’efficienza delle risorse a disposizione dei territori, evitando il rischio che si ripetano in futuro comportamenti e fenomeni che hanno influito negativamente sui ritardi di sviluppo dei territori, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno.
L’imputazione programmatica alle Regioni delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per il periodo 2021-2027, approvata nell’agosto scorso (delibera CIPESS n. 25/2023), ha consentito di attivare i tavoli di confronto interistituzionale per l’individuazione delle priorità progettuali da finanziare. La sottoscrizione dei primi dieci Accordi per la Coesione – altri sei sono prossimi alla stipula – si è basata, in coerenza con la nuova disciplina, su un’attenta e rigorosa analisi dell’utilizzo dei rispettivi fondi per la coesione nei precedenti cicli di programmazione, al fine di fare chiarezza e verificarne il reale stato di attuazione, anche per orientare in modo più adeguato le nuove scelte allocative.
Il medesimo approccio è stato utilizzato anche con la Regione Campania, che, sulla base dei dati della Ragioneria Generale dello Stato, registra un avanzamento della spesa FSC nei tre cicli di programmazione precedenti ancora molto contenuto, inferiore al 50 per cento delle risorse stanziate, un dato che scende addirittura al 24 per cento se concentriamo l’attenzione sul più recente ciclo di programmazione 2014-2020.