
L’assessore senza essere assessore: Enrico Coscioni è da sempre considerato l’assessore in pectore alla Sanità della Regione Campania. Amico e braccio destro del governatore Vincenzo De Luca, Coscioni ha sempre condiviso la professione medica con un impegno di natura politica, ricoprendo ufficialmente l’incarico di consigliere delegato alla sanità del governatore. .
Oltre ad essere ufficialmente direttore dell’unità operativa complessa di cardiochirurgia dell’azienda ospedaliera sanitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” è anche da novembre 2020 Presidente di AGENAS, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari dove era entrato nel 2017 come componente del consiglio di amministrazione divenendone poi presidente. Da sempre questa doppia faccia di impegno professionale con quello politico ha suscitato qualche critica all’interno della Torre cardiologica.
La recente scelta di alcuni medici di abbandonare il ruolo ed il lavoro presso la torre cardiologica, secondo indiscrezioni, è stata più volte imputata alla convivenza difficile con il primario del dipartimento. Tra le varie vicende la più clamorosa riguardò la revoca dell’incarico all’ex dgNicola Cantone che aveva negato il ruolo di primario del reparto di cardiochirurgia ad Enrico Coscioni Coscioni proprio motivando la scelta per motivi organizzativi che non conciliavano la possibilità di Coscioni di assicurare la presenza in Reparto per due giorni a settimana preferendogli il secondo classificato.
I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Salerno hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva nei confronti di cinque sanitari dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.
I medici sono accusati di negligenza medica in relazione all’intervento chirurgico di “sostituzione valvolare aortica con bioprotesi e rivascolarizzazione coronarica” cui il Sig. Umberto Maddolo venne sottoposto il 20 dicembre 2021 presso il reparto di cardiochirurgia.
Il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dei cinque indagati, applicando la misura interdittiva del divieto di esercizio della professione medica: 12 mesi per il Primario Coscioni; 9 mesi per i dottori Del Negro e Toigo; 6 mesi per i sanitari Pirozzi e Puca;
I contestati profili di responsabilità sono stati articolati dal Giudice su quattro profili di colpa: Pre-operatorio: mancata convocazione del “Heart Team” in violazione delle linee guida di settore; Operatorio: ignorato o sottovalutato il rischio di manipolare un cuore provato da un infarto recente; Post-operatorio: dimenticato un lembo di garza di 8 cm nel corpo della vittima; Falso ideologico: mancanza di alcuna traccia nella documentazione sanitaria della effettiva scansione temporale verificatasi in sala operatoria.