
Ognuno di noi ha ferite antiche, che vengono dai sistemi familiari.
Una di queste può essere quella di non essere visti e riconosciuti, qualsiasi cosa si faccia torna il messaggio di non essere MAI abbastanza.
Quando poi da adulti si entra in una relazione può scattare quella che io chiamo la “Sindrome di Grimilde”.
Specchio, delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Vorremmo sempre che lo specchio rispondesse: ” Sei tu mia regina”. [Ho declinato al femminile, ma ovviamente la dinamica riguarda tutti].
Succede allora di poter cadere nella trappola della gelosia.
La gelosia; lo so che con questo probabilmente suscitero’ polemiche; è sempre un segno di insicurezza di chi la prova, e mai un messaggio che l’altro tenga a noi.
La gelosia è prevaricazione.
Si usa quindi l’altro come una proprietà che dia conferma del proprio valore.
La gelosia è la manifestazione di una ferita narcisistica che, nasconde il non sentirsi mai abbastanza. Vedimi, vedimi chiediamo all’amato.
Bisognerebbe essere educati alla unicità, rilassarci nel sapere che ognuno ha il proprio sapore, e che questo è unico e non ripetibile.
L’amor proprio è un passaggio fondamentale, se io non mi amo, se io non mi scelgo come potrà farlo un altr@?
Non è l’altro la cosa per cui si combatte, si lotta per cancellare il dolore di non essere voluti. Di non essere visti, di non sentirsi riconosciuti.
L’uomo o la donna della nostra vita, siamo prima di tutto noi stessi.
Amati, ciò che è, è.
E tu sei mai stato gelos@?
Dott.ssa Filomena Avagliano-Sessuologa.
