
Il 31 marzo è Pasqua e nello stesso giorno il mio papà moriva 8 anni fa, proprio come il Cristo in croce, sopportando atroci sofferenze.
Quest’ anno sarebbe bello se a risorgere fosse mio padre e non Gesù, mi si perdoni la blasfemia, ma avrei tante cose da chiedergli e magari anche la rabbia che mi porto dentro si affievolirebbe.
La rabbia è la fucina del dolore, le ingiustizie l’officina della malvagità: malattie e morte a chi non le merita, lavoro a chi non ne ha diritto, bisogno e non se ne cura, guerre inique, giudizi al veleno sputati senza soppesare il male che arrecano.
Spesso il dolore prende il sopravvento su tutto il resto e mi sembra di detestare il creato, cerco un capro espiatorio a cui addossare le colpe, l’animo diventa arido per difendersi dalle storture che ci schiacciano, sembra che nessuno riesca a capirmi e forse è davvero così.
Infatti il dolore è soggettivo, diverso eppure simile in tutti gli esseri umani e le reazioni ad esso varie e molteplici: vorrei poter chiedere a mio padre, seduto accanto a me, nella sua casa, nel suo orto simile al Getsemani, perché al suo posto nessuno sembri degno di restare, perché chi non meriti nulla ottenga molto e viceversa e come io stessa possa accettare la meschinità della gente. Gli chiederei perché non riconosca più chi un tempo mi sembrava inarrivabile, mentre adesso è solo la copia sbiadita di quello che fu ed infine lo abbraccerei piangendo tutte le lacrime che ho.
Se mio padre risorgesse anche solo per mezz’ora direi a Cristo che la Pasqua è bella, che la Resurrezione è reale: in caso contrario sarà un giorno come un altro, forse anche più triste, perché anche la fede più salda vacilla quando l’animo è buio.
Di sicuro papà mi direbbe che sono la solita sciocca a sperare ciò e a scrivere altrettante fanfaluche: ne riderebbe, sdrammatizzerebbe, consigliandomi di non arrovellarmi il cervello cercando sempre risposte ai miei quesiti, berremmo un bicchiere di vino, fumeremmo la sigaretta che tutti sconsigliano, che fa venire il cancro, ecc…
O forse stavolta piangerebbe insieme a me in silenzio, dicendomi che ho ragione e che prima o poi anche il mio dolore e la mia rabbia svaniranno.
Annalisa Capaldo♥♥