
In un periodo storico in cui c’è un boom di cesarei e soprattutto il sud ad essere sotto la lente di ingrandimento, l’ospedale di Nocera Inferiore si distingue per l’ elevato numero di parti naturali. Un parto da record si è registrato nella giornata del 17 aprile: la nascita di un bimbo di 4635 g e 55 cm, un parto naturale record considerando anche la statura minuta della madre. Un travaglio indotto alla quarantesima settimana di gestazione proprio per la grandezza del neonato e sapientemente guidato dalla dottoressa Teresa Santoriello, ginecologa, Milena Vitiello, ostetrica e da tutto il loro team. Il parto naturale non deve essere provocato o accelerato, perché segue i tempi e i ritmi dettati dalla madre e dal bambino: la donna e le sue scelte sono al centro della cura.
Il concetto di parto naturale, inoltre, contiene aspetti che le altre situazioni non considerano, poiché si basa sul presupposto che la riproduzione umana non sia solo materia medica, ma soprattutto un fenomeno biologico, psicologico e sociale, che le donne, libere di muoversi e opportunamente sorvegliate e sostenute, sono in grado di affrontare con le proprie forze.
Il parto naturale è, quindi, un parto vaginale, fisiologico e spontaneo, che una donna sceglie consapevolmente di sperimentare, durante il quale può accedere anche a metodi naturali per stimolare le contrazioni e controllare il dolore, che non condizionano il travaglio e sono privi di rischi.
Il mondo scientifico, rispetto a questo argomento, ha fatto autocritica, poiché un’eccessiva e indiscriminata “medicalizzazione” delle cure ostetriche può portare, come in Italia, a un’epidemia di tagli cesarei ingiustificati.