
Cosimo D’Eboli, detto Cocchino, è da oggi, ufficialmente pur senza presentazione, il nuovo responsabile dell’area tecnica della Nocerina. Carica appropriata per l’ebolitano di anni 66, visto che Cocchino ha il patentino per allenare tra i dilettanti, ma di certo con estensione naturale: farà la squadra col beneplacito del dg Prete (la società da tempo gli ha chiesto di restare) e in base alle esigenze del nuovo mister in pectore Raffaele Novelli. Nato e cresciuto nel calcio dilettantistico di una volta, D’Eboli ha una storia lunghissima: partecipava al mercato che si teneva sulla nave Concord a Salerno. Lui erano uno dei “giovani” (con Peppe Scala) che apprendeva l’arte da gente esperta come Tascone, Sommella, Vitiello, Picarone e Iuliano. Con Sergio Caputo, fondò la CADEB, primo tentativo di legittimare il ruolo di procuratori e diesse nei dilettanti. A Pagani c’è stata la svolta, ormai quasi vent’anni fa: portò in un paio di stagioni la Paganese in C, contribuendo a farvela restare per tre lustri consecutivi (fatta eccezione per una parentesi di separazione). Di recente ha vinto il campionato di D a Messina proprio con Novelli mister, in curriculum vanta anche una vittoria in D col Neapolis e un’esperienza al Corigliano. Ha superato tante disavventure, uscendo indenne da giustizia sportiva e acciacchi fisici. E’ motivatissimo: vuole riportare tra i professionisti la Nocerina, da settimane è all’opera per i primi nuovi innesti. Una volta disse: “Nella mia carriera ho dovuto sudare tre camicie, specialmente nelle piccole realtà. Il calcio di oggi, purtroppo, funziona così: molte società usano dirigenti che mettono i fondi e vogliono operare loro, pur di farsi chiamare “direttori” fanno i lavannari“.