
Negli ultimi decenni, la scuola italiana ha vissuto un declino significativo, caratterizzato da una serie di problematiche che ne hanno compromesso la qualità e l’efficacia. Tra le principali criticità emergono il persistente divario tra le regioni del Sud e del Nord, il crescente disinteresse delle famiglie per il benessere educativo dei figli e la gestione inefficace dei fondi europei destinati all’istruzione. Questi fattori produrranno conseguenze negative, a lungo termine per il sistema educativo e la società Italiana. Il gap educativo tra le regioni settentrionali e meridionali dell’Italia rappresenta una delle sfide più rilevanti per il sistema scolastico. Le regioni del Nord, come la Lombardia e il Veneto, vantano scuole ben attrezzate e più efficienti, programmi educativi più avanzati e tassi di successo scolastico superiori rispetto alle regioni del Sud, come la Calabria e la Sicilia. Questa disparità è dovuta a vari fattori, tra cui la differente distribuzione delle risorse finanziarie, la qualità della formazione degli insegnanti e le infrastrutture scolastiche. Secondo un rapporto del Ministero dell’Istruzione, il tasso di dispersione scolastica nelle regioni meridionali è significativamente più alto rispetto al Nord. Ad esempio, in Calabria, il tasso di abbandono scolastico supera il 20%, mentre in Lombardia è inferiore al 10%. Questa differenza incide pesantemente sulle opportunità future dei giovani del Sud, limitando le loro possibilità di accesso all’istruzione superiore e al mercato del lavoro.Un altro fattore ,non secondario, nel declino della scuola italiana, è il disinteresse crescente delle famiglie per il benessere educativo dei figli. In molte famiglie, soprattutto nelle aree meno sviluppate, l’educazione è vista più come un obbligo formale che come un’opportunità di crescita personale e professionale. Questo atteggiamento si riflette in una scarsa partecipazione alle attività scolastiche, un limitato supporto nei compiti a casa e una mancanza di stimoli per lo sviluppo delle competenze critiche. Le conseguenze di questo disinteresse sono evidenti: gli studenti che non ricevono supporto adeguato dalle loro famiglie tendono ad avere risultati scolastici peggiori, una minore motivazione e un rischio più elevato di abbandono scolastico. Inoltre, la mancanza di coinvolgimento familiare crea un ambiente poco stimolante, che non favorisce lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide del mondo moderno. Nonostante gli sforzi dell’Unione Europea, che dagli ultimi anni del secolo scorso cerca di combattere la dispersione scolastica, destinando annualmente, ingenti fondi per supportare l’istruzione nei Paesi membri, inclusa l’Italia, i risultati attesi secondo le raccomandazioni di Europa 2020, sono stati largamente disattesi e pur prorogati al 2030, gli stessi ad oggi son ben lontani.Questo perché, la gestione inefficace dei fondi sono utilizzati in modo inappropriato, con progetti mal pianificati e una mancanza di trasparenza nella loro allocazione. Diversi audit hanno rilevato casi di sprechi, ritardi nell’implementazione dei progetti e una scarsa monitorizzazione dei risultati. Ad esempio, fondi destinati alla ristrutturazione delle scuole vengono spesso deviati per altri scopi, mentre programmi di formazione per insegnanti non vengono realizzati come previsto. Questo spreco di risorse non solo limita le possibilità di miglioramento del sistema educativo, ma mina anche la fiducia delle istituzioni europee nei confronti dell’Italia.Il declino della scuola italiana è un fenomeno complesso che richiede un’azione coordinata a vari livelli. È essenziale ridurre il divario Nord-Sud attraverso una distribuzione più equa delle risorse e il miglioramento delle infrastrutture scolastiche nel Sud. Allo stesso tempo, è fondamentale sensibilizzare le famiglie sull’importanza dell’educazione, promuovendo una cultura che valorizzi il ruolo della scuola nella formazione dei giovani.