
Appena tornati dalla trasferta di Torre Annunziata, il tempo di salutare i ragazzi negli spogliatoi. sembravano un’autostrada quei pochi metri che mi dividevano dal passo carraio. Al mio fianco un uomo dai capelli grigi che mi accompagnava, sentivo le ciglia degli occhi inumidite, quel segno della croce e niente più. Per venti anni, tra gioie e dolori, tra errori e meriti ma sempre con orgoglio e onore. Ho difeso, ho protetto, ho sviluppato aggregazioni, ho coccolato i colori e il simbolo di una città intera e ancora oggi e lo farò in futuro. Osservo e porto la sciarpa con me a supporto di un amore viscerale …per scelta di un pugno di ragazzi. Dopo che ho consegnato il titolo sportivo al comune che ha fatto le sue scelte a chi consegnarlo, ho mantenuto solo legalmente la responsabilità su quel simbolo che rappresenta una città intera. Sarebbe potuto venire Al Capone in persona con aria minacciosa sarebbe potuto venire J.D.Rockfeller con tutti i suoi milioni ( l’avrei rispedito da dove veniva). Dignità, rispetto, educazione… Appartiene a pochi. Ma tranquilli tutti, il Canarino di Totò e’ di tutti ed io in settimana mi recherò personalmente presso la sede comunale e consegnerò nelle mani del Sindaco questa ultima responsabilità che mi era stata lasciata … lui saprà , essendo prima di ogni cosa uno Scafatese puro come proteggerlo. Forza Scafatese e con Scafati sempre nel cuore.
Vincenzo Cesarano