
La grande discussione dell’estate su Imane Khelif principalmente riguarda la sfera sessuale, poi quella politica, e solo alla fine quella scientifica, ma per capirci qualcosa bisogna ignorare le prime due e concentrarsi sulla terza, o almeno su quello che poteva fare la terza. Perché ho la sensazione che più di tanto la scienza qui non poteva, ma si è creduto di sì.
Per non fare lo sbruffone non sparerò sentenze, ma domande.
Domanda 1: noi curiosi opinionisti dell’internet avevamo abbastanza informazioni?
Tutti i dettagli clinici, anatomici, ormonali, chimici, tutto quello che vorremmo sapere su come funziona il corpo di Imane Khelif non lo sappiamo, per motivi di privacy. Queste info – giustamente – non sono pubbliche, sono fatti suoi e dei medici sportivi che le hanno studiate, e questo è sacrosanto.
Ora, dato che tutti i dati necessari non li abbiamo, magari piuttosto che prendere posizione a tutti i costi potremmo anche ricordarci che esiste l’agnosticismo, cioè che non è obbligatorio esprimere un’opinione. Non ho abbastanza dati, quindi non posso sapere, quindi non mi pronuncio.
Funziona con Dio, ma anche con le atlete complicate.
Domanda 2: abbiamo capito con che cosa avevamo a che fare?
Imane Khelif non è trans, è intersex, e solo con questa distinzione ci siamo già persi mezzo mondo, che non ce la possono fare.
Che cavolo significa intersex? Che non ha fatto cambiamenti di sua scelta, che è nata donna e si sente donna, ma è uno di quei casi diciamo al limite, perché il corpo umano non è digitale, è analogico. Non ci sono dei confini netti e non si passa da 0 a 1, c’è tutto uno spettro di possibilità che rendono tutto molto complicato.
Per esempio – non è questo il caso, è solo per capirci – anche per gli umani esiste l’ermafroditismo, nascere con testicoli e ovaie insieme, a volte funzionanti entrambi, a volte uno sì e uno no, a volte con la predisposizione per avere entrambi ma alla fine si sviluppa solo uno dei due, con giusto qualche tratto dell’altro. Magari, chissà, ti ritrovi un po’ più di testosterone che ti rende una donna con potenza da uomo, perché nella lotteria biologica della vita può succedere un po’ di tutto, con mille conseguenze (fisiche) diverse.
Se uno vuole capire queste cose deve prepararsi ad affrontare una grandissima complessità, e troncare bruscamente la questione con “è maschio, è femmina” non è sensato, non è razionale.
Domanda 3: noi non ci abbiamo capito niente, ma loro, quelli bravi, potevano capirlo?
Forse bisogna ammettere che la scienza medica e sportiva qua ha fatto il passo più lungo della gamba, cioè hanno creduto di poter capire con precisione scientifica se questa donna con cromosoma XY è abbastanza donna da poter competere con altre donne, o se conta come uomo e quindi non può.
Credo sinceramente che in questo caso – spinti dalla politica e dagli schieramenti – i vari comitati sportivi, che una volta hanno detto no e un’altra hanno detto sì, abbiano peccato tutti di superbia.
Ma certo che possiamo capire e calcolare tutto, sono solo ormoni e muscoli, che ci vuole?
Ecco, mi sa di no. La questione evidentemente è ancora un po’ troppo complicata, e in questi casi al limite per poter dare un parere oggettivo e scientificamente inattaccabile bisogna conoscere il corpo umano molto meglio di così.
Consiglio di riprovarci verso il 2050, anche 2060.
Se nel frattempo non vi siete estinti.