
E tu la conosci quella sensazione di non voler bene a nessuno?
Di odiare indiscriminatamente il creato e chi lo abita?
Di sentirsi come un legno secco, incapace di provare compassione?
Di essere fuori luogo e fuori dal mondo?
Di aver sbagliato ogni scelta?
Di vedere gli altri felici immeritatamente?
Di invidiare persino coloro che sono già morti?
Di essere stanca, sfinita dall’inconsistenza dell’essere?
Di non intenerirsi nè emozionarsi più per nulla?
Di fare del male gratuitamente per spartirne un briciolo con chi ti è vicino?
Di poter fare a meno di tutti ed aver bisogno di chiunque?
Di essere sola anche in mezzo alla gente?
Di non godere più del sole, del mare, del cibo e di un bacio?
Di detestare le donne calcolatrici e arriviste e gli uomini sudici e perversi fino a desiderare l’Apocalisse?
Di guardarsi allo specchio e non riconoscersi più?
Di non avere più sogni ma solo rimpianti?
Di riuscire a provare solo rancore, rabbia e risentimento?
Di non fidarsi più nemmeno della propria madre?
Di aver perso la libertà e la lucidità?
Di essere sempre usata senza ricevere aiuto?
Spero che questa sensazione non la provi mai nessuno.
Annalisa Capaldo