
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (Cspi) riunito in adunanza plenaria ha espresso, all’unanimità, parere negativo sullo schema di decreto ministeriale di adozione delle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica in attuazione dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92. predisposte dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Le Linee guida che sostituiscono, a partire dall’anno scolastico 2024/25, quelle emanate con il decreto ministeriale 22 giugno 2020.
L’organo di garanzia del sistema scolastico italiano ha rinviato a viale Trastevere lo schema di decreto di adozione esprimendo un articolato parere negativo con la richiesta di rimettere mano alla proposta già circolata nei giorni scorsi sui media e tra i banchi.
Sette pagine di critiche netta: un testo, quello delle nuove linee guida che “risulta – a detta del Cspi – in alcuni passaggi appesantito anche da espressioni retoriche” formulate “in maniera poco funzionale”. Ma non solo. Secondo i membri del Consiglio superiore stonano “nel rispetto dell’autonomia didattica riconosciuta alle scuole, espressioni che danno l’idea di una certa prescrittività delle attività da porre in essere e dei temi da trattare (es. “si dovrà”, “occorre”, ecc.)”. Respinta anche l’idea, tanto sbandierata dal ministro leghista, di evitare l’utilizzo di smartphone e tablet nella scuola dell’infanzia, nella primaria e secondaria di primo grado per finalità didattiche e inclusive “in quanto non attinente al tema della cittadinanza digitale e non pertinente alle finalità delle linee guida”.