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La lezione della Tari forse è servita oppure è solo il trascorrere delle settimane dalla vicenda elettorale consumata o, terza ipotesi, è un momento di distensione generale in attesa delle sentenze che cominceranno ad arrivare da ottobre in poi. La maggioranza D’Acunzi porta accusa il foto favorevole e responsabile dell’intera minoranza sulle delibere riguardanti le novità in materia di archeologia proposte dall’assessore Padovano. Le parole di D’Acunzi: “Lo spirito collaborativo è benvenuto, è un segnale positivo”. Quelle di Bisogno: “Siamo favorevoli a ogni iniziativa che possa dare ulteriore importanza e risonanza alle nostre bellezze archeologiche e al nostro territorio”. Sulle dichiarazioni programmatiche della maggioranza, ovviamente il no di prassi della minoranza, che ha posto l’accento su altre priorità, ad esempio mobilità e interlocuzioni con altri enti ma anche la creazione di una vera e propria nuova piazza che faccia da centro diluendo l’inflazione di frazioni e relative feste. Sull’argomento programmatico, invece, ci sono parse scontate le parole di D’Acunzi, anzi pleonastiche più scontate. L’unico scambio polemico, durato pochissimo, è arrivato tra Bisogno e Villani sulla nota querelle della strada che da Materdomini porta a Roccapiemonte, in particolare sul rischio di perdere i fondi già stanziati altrove. Sulla possibilità di affidare a gruppi e associazioni il verde pubblico, sì della maggioranza e astensione dell’opposizione. Sulle delibere rimaste in sospeso, cioè approvate in Giunta da Cuofano e non portate in consiglio in tempo utile dall’attuale maggioranza nel precedente consiglio comunale, voto favorevole di maggioranza, Bisogno e Lamberti, astensione del resto della minoranza, col bell’intervento di Amato che ha rimarcato con forza la necessità di occuparsi della manutenzione dei campi sportivi di Pecorari e Pucciani. Nota da rimarcare: la prima presenza in assoluto di un emozionato Nello Montalbano, che ha preso il posto in consiglio comunale del padre Gaetano rappresentando Forza Italia. Il resto? Pagano ogni tanto “riprende”il presidente, a Senatore “piace” fare il leader di maggioranza. Ma non sono cose degne di particolare applauso o di particolare biasimo: meglio guardare avanti.