
Nella storica cornice della cittadina di Sarno, si è tenuto un evento particolare, espressione di una tradizione cavalleresca dimenticata dai più: la solenne investitura di dame e cavalieri dell’Ordine dei Templari. La cerimonia, lunga e articolata, si è svolta sotto il Municipio di Sarno e ha richiesto circa due ore, catturando l’attenzione e la curiosità del folto pubblico presente.
L’evento ha preso il via con una suggestiva parata per le vie di Sarno, che ha visto sfilare musicanti, il Capitolo dell’Ordine, e i postulanti in attesa dell’investitura. Il corteo, ricco di simbolismo e tradizione, ha coinvolto tutti i vertici dell’Ordine dei Templari, tra cui il Gran Priore d’Italia, il Gran Maestro, e altre alte cariche, che hanno preso parte attiva nella celebrazione.
La parata, accompagnata da musica solenne, ha creato un’atmosfera di grande solennità, richiamando alla mente le antiche processioni medievali. L’emozione ha pervaso le strade, mentre i cittadini osservavano l’evento con sorpresa, consapevoli di assistere a un momento storico unico nel suo genere.
La cerimonia di investitura si è svolta con grande precisione e rispetto per le antiche tradizioni templari. Sette nuovi membri, tra cui sei uomini e una donna, sono stati chiamati a giurare fedeltà all’Ordine e alla Chiesa: “Brandirò la mia spada a difesa dei giovinetti innocenti, delle vedove indigenti, degli indifesi e della religione cristiana”
Uno dei momenti più significativi è stata proprio l’investitura della dama cavaliere, un evento raro che ha sottolineato l’apertura dell’Ordine al contributo delle donne, rompendo un’antica tradizione e sancendo una nuova fase di inclusione.
Nel suo discorso, il Gran Priore ha esortato i nuovi cavalieri e dame, dicendo:
“Siete i soldati di Dio, dovete essere pronti a combattere per Lui, per la Chiesa. Dovete essere poveri, umili, ma prodi e coraggiosi.”
Queste parole hanno toccato profondamente i partecipanti, richiamando i valori fondamentali della cavalleria cristiana: coraggio, umiltà, e dedizione alla fede. Il rito, che in questa forma così articolata non si svolgeva da sette secoli, ha portato alla luce gli antichi simbolismi e la profondità spirituale dell’Ordine, consolidando un legame tra passato e presente.
La Nomina dello Scudiero del Gran Maestro Pasquale Falciano
Un altro momento di grande impatto è stata la nomina dello scudiero per il Gran Maestro Pasquale Falciano. Lo scudiero, un ragazzo molto giovane, ha iniziato così il suo percorso di formazione cavalleresca sotto la guida di uno dei più alti esponenti dell’Ordine. Questo gesto ha richiamato le antiche tradizioni templari, dove i giovani venivano scelti e istruiti con attenzione, destinati a diventare i futuri cavalieri.
Durante la cerimonia, i nuovi cavalieri e dame hanno ricevuto le insegne dell’Ordine, incluso il tradizionale mantello templare e la spada, simbolo della loro missione di difesa della fede e dei deboli. Le parole pronunciate dagli alti ufficiali dell’Ordine, tra cui il Gran Priore, hanno sottolineato l’importanza di rimanere fedeli ai principi di umiltà, coraggio e servizio verso il prossimo, un richiamo eterno agli ideali della cavalleria. “Sii prode e soldato di Dio!”
La Partecipazione delle Autorità Locali
Il Rito ha visto la partecipazione delle autorità civiche locali, a testimoniare l’importanza di questo evento non solo per l’Ordine, ma anche per la comunità di Sarno. Presenti l’amministrazione comunale con il sindaco Francesco Squillante, la vice sindaca Avv. Ida Mareschi, la consigliera Prof. Annamaria della Porta con delega agli eventi e il consigliere Luigi Dello Iacono. Presenti anche il già sindaco Dott. Giuseppe Canfora e la Dirigente dell’IC Amendola, Prof. Antonella Esposito con alcuni docenti del suo staff.