
«Non si nasce imprenditore, ma si diventa». Proprio per questo motivo è nato “Rete”, un progetto di orientamento, formazione e accompagnamento all’auto-imprenditorialità del territorio, promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani. L’evento si è svolto ieri pomeriggio nell’aula consiliare di Nocera Inferiore, un incontro voluto fortemente dalla consigliera Carmen Granato grazie al sostegno del sindaco De Maio, della vice Fortino e dall’assessore Supino. Numerosi ed esaustivi sono stati gli interventi dei mediatori del progetto. I relatori esterni sono stati: il dott. Marco Gambardella, presidente del comitato “Piccola Industria Confindustria” di Salerno, il dott. Vincenzo Iennaco, presidente del gruppo “Giovani Imprenditori” di Salerno e il manager hub di “Rete” Salerno, il dott. Antonio Santoro, che ha parlato degli incentivi d’Invitalia per l’imprenditorialità, citando il bando “Resto al Sud”. «Ciò che mi ha spinta a rimanere a Nocera, è stata l’idea di fare qualcosa, soprattutto vedendo tanti amici e parenti andar via dalla nostra città, dalla nostra regione e soprattutto dal nostro paese. È una motivazione in più per fare qualcosa» sostiene la dott.ssa Granato. «Secondo un post che ho letto, negli ultimi tredici anni, c’è stata una grande fuga di cervelli. Cinquecento cinquanta mila italiani emigrati altrove, tra i 18 e i 34 anni. Solo nel biennio 2022-2023 il saldo obbligatorio è stato negativo per centomila giovani, con appena un terzo dei partiti che hanno fatto ritorno. Quindi, questo è un fenomeno nazionale, che non riguarda solo il nostro territorio, nonostante l’offerta ci sia, ma probabilmente è poco attrattiva» conclude. Rete è uno spazio dedicato ai giovani e agli studenti, dove crescere e formarsi. È un percorso personalizzato, volto a un giusto sviluppo professionale, corsi di formazione, supporto per creare un’impresa, stage retribuiti, eventi per incontrare startup, laboratori creativi e soluzioni innovative. Il tutto è gratuito e disponibile online. «I giovani ormai vanno oltre le Alpi, non più al nord Italia» spiega il dott. Gambardella. «Ciò incide sul prodotto interno lordo, che sulle imprese è stimato a 3miliardi l’anno. Oggi, che dopo il Covid c’è stato un nuovo umanesimo del capitale umano, non è più l’impresa a servizio della persona, ma il contrario. Oggi si parla di fuga di cervelli, problema che non riusciamo ad arginare. Quando mi viene detto di doverla fermare, io rispondo che bisogna dare un’opportunità in più» afferma. La dott.essa Supino, invece, mette in luce un’altra tematica, molto importante: “le donne e le possibilità lavorative”. «Essere donna in qualsiasi contesto è difficile, all’interno di un contesto genitoriale ancora di più» sottolinea. «Ho qui presente mia figlia, stasera, e oggi devo avere il coraggio di creare un futuro nel territorio per lei e per tutti gli altri bambini che ne fanno parte. Non è possibile perdere menti illuminate nel nostro territorio, soltanto perché c’è ancora la concezione che il Sud paga poco» dichiara.
«L’hub di Salerno è stato inaugurato il 20 marzo dello scorso anno ed è iniziata quest’avventura» spiega il dott. Santoro. «L’agenzia in Italia, attualmente, sta gestendo la riqualificazione di Bagnoli». A conclusione, il dott. Iannacco evidenzia: «Questo servizio costa molto sul mercato, e lo dico per farvi capire il valore del progetto». Il gruppo “Rete” vi aspetta negli Hub di Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi, L’Aquila, Palermo e Reggio Calabria.