
«Per un nuovo umanesimo». Così si apre la biografia su Antonio Russo: “Tato e il sogno del teatro. Una “follia d’amore”. L’opera è stata scritta da Giuseppe Mascolo, psicologo, giornalista e creativo ed è edita da “Edizioni Formare”. La biografia è stata presentata, ieri, venerdì 28 marzo, presso il Centro di Aggregazione Giovanile (C.A.G.) in collaborazione con la Pro Loco di Nocera Inferiore.
Biografia
Antonio Russo, detto Tato, è nato a Napoli il 4 luglio 1947 ed è un attore, uno scrittore e un commediografo italiano. L’evento rientra nel progetto “Di Venerdì” con Pina Esposito, presidente della Pro Loco. Dopo una sua introduzione e i saluti istituzionali del sindaco De Maio, è stata introdotta la biografia. «La stesura del libro mi è stata richiesta proprio da Tato» spiega l’autore, già direttore generale e culturale del teatro Bellini, vicesindaco e assessore del “Turismo e della Cultura” nel comune di Angri e assessore al “Turismo e Spettacolo” di Amalfi e Minori. Ha pubblicato molti libri di saggistica e di estetica. È stato impegnato nel “Consiglio Nazionale dello Spettacolo”, presieduto da Sergio Zavoli. Si è occupato per anni di politica culturale degli enti locali del Mezzogiorno, valorizzando il capitale umano e i giovani nel mondo della cultura. Nell’introduzione del libro si legge: «erano gli anni del post terremoto e Tato viaggiava “alto” nello scenario napoletano». Napoli aveva bisogno di un cambiamento. C’era bisogno di una classe dirigente tecnico-artistica riconosciuta, capace di mettersi alla guida di una visione alta, europea, stimolante. «Perciò il progetto aveva una forza non indifferente». Un progetto visionario, un po’ «naif». Un sogno, una follia d’amore. Sul piano nazionale era importante accreditare il progetto a livello ministeriale e politico. «Uno dei passaggi locali fu di tessere la tela per un progetto regionale, dove una commissione per il teatro e la musica affiancasse l’assessore al ramo e il presidente per rafforzare tecnicamente un progetto che avesse tutti dentro e delineasse indirizzi e linea di prospettiva». Infatti, nacque la “legge 48”. «Negli obiettivi della commissione era centrale il ruolo del teatro e della musica ma si pensò con determinazione anche alla danza e al cinema che furono visti come importanti per lo sviluppo dello spettacolo». Tutto ciò, portò a una nuova fase. La nascita non di sagre, ma di rassegne e festival. L’88 segnò la data dell’inaugurazione. Il Bellini, affiancando i grandi teatri, si mosse con passo deciso e competitivo. Ebbe una direzione artistica, una programmazione complessiva, unitaria e senza sbavature. Tato è irresistibile, la sua fama cresce con Shakespeare, in particolare con “Sogno”, la “Tempesta”, “Amleto” e “La commedia degli equivoci”. La sua popolarità cresce maggiormente con Raffaele Viviani, con la rassegna teatrale “Napoli Hotel Excelsior”. Il drammaturgo, poeta, regista teatrale, scrittore e saggista tedesco, fondatore del teatro epico, Bertolt Brecht, lo avvicinerà alla filosofia teatrale di Strehler e Grassi. Un valore aggiunto è stato dato dalla conoscenza di Woody Allen, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Turi Ferro, Alessandro Haber, Gluco Mauri, Paolo Poli, Claudia Cardinale e tanti altri che cercavano la “mission”, ovvero degli obiettivi a lungo termine.
Il fatto
Le storie, le biografie e le autobiografie, come quella di Tato, offrono un’utile riflessione per il teatro, per Napoli, per il Sud e per inaugurare una stagione nuova, meno pionieristica, più razionale ma non meno appassionata. «Capii con Tato che vi era bisogno di un modello nuovo di sperimentazione nell’ambito delle strutture teatrali del Mezzogiorno anche attraverso un’esperienza lunga di guida che ha tentato di immaginare i grandi teatri, come industrie culturali del territorio, come centri propulsori di teatro, musica e cinema, danza e arti visive» si legge nell’introduzione. I maggiori punti di riferimento di Tato sono Shakespeare, Pirandello, Cechov, Brecht, Goethe, Schopenhauer, Lorca, Prevèt, Eduardo, Strehler e Viviani.
La rivelazione
«L’ispirazione alta, è stata data, per quanto mi riguarda, da mia figlia» spiega Mascolo all’evento. «Da quando è vissuta a quando a 26 anni è andata via verso il cielo. Ma rimane sempre sullo sfondo l’esperienza vissuta con Tato e tanti altri nomi, ognuno una storia, tanti attori o aspiranti attori e il meglio della cultura che ha stimolato il nuovo. E tanti luoghi esterni, di fascino, esemplari e fondamentali per una passione indomita». Scritto ciò, la regione ha bisogno di un sostegno maggiore nelle arti e nel settore medico-sanitario. La demoralizzazione è tanta. All’evento hanno partecipato l’attore Renato De Rienzo, l’attrice Tiziana D’Angelo e il sassofonista Valerio Virzo. Ha concluso l’assessore alla cultura Federica Fortino.
IL TEATRO DI TATO
Il genio e
La follia
Fanno di te
Uno
Straordinario
Speciale.
Ti scorre
Sangue
Nelle vene ed
Esprimi
La vita
Con la tua
Teatralità.
Hai dato
Vita al
Nuovo teatro
Contemporaneo
Con cultura
Tutt’altro che
Retorica.
Hai riempito
Di vita
Pagine morte
Della storia
Di Napoli
Hai scoperto
Infiniti talenti
Hai riempito
La scena
Con
Inusitata
Fierezza.
Se Di Giacomo
È Grande
Con la sua Poesia
Tu sei di
Più già ora
Con la tua
Genialità.