
Tutte le realtà culturali e associative della città, tutte assieme per onorare i fratelli Fresa con una splendida iniziativa. Accadrà venerdì mattina alla Biblioteca Aldo Moro. Un momento celebrativo ma anche propositivo sul percorso archeologico che da tempo la città ha intrapreso. Interverrà anche Marco Fresa, erede di un patrimonio familiare che va dall’Archeologia all’Astronomia, passando sempre per l’adorata Nuceria, il punto di riferimento assoluto.
I Fresa
Correva l’anno 1970, quando i due Fratelli Fresa, Alfonso e Matteo concludevano una loro pubblicazione, un passaggio fondamentale per capire il tesoro emerso e quello nascosto. Nocera può vantare negli ultimi tre secoli solo la visita di pochi ma autorevoli viaggiatori d’Oltralpe – dall’abate di Saint-Non al Beloch, dal Mommsen allo Stettler – cui si aggiunse, buon ultimo, Amedeo Maiuri, che poi confessò nella sua opera, Vita d’archeologo, il torto d’aver trascurato nelle sue peregrinazioni campane proprio Nocera, l’Urbula o piccola Roma come veniva detta Nuceria Alfaterna, gigante sepolto, scoperto dai fratelli Fresa, Matteo ed Alfonso, che ne diedero notizia a metà del secolo scorso. In verità il sito fu scoperto da don Matteo Fresa già nel 1926, quando era studente di Teologia a Santa Maria degli Angeli.
L’annuncio ufficiale della scoperta sulle colonne del Corriere della Sera nel 1958, in un articolo ad opera del professor Maiuri, dal titolo “Un prete e suo fratello astronomo scoprono l’anfiteatro di Nocera”. Un complesso maestoso, in località Grotti a Nocera Superiore, anfiteatro romano potrebbe raggiungere anche il vicino parco di Villa Maria situato a Nocera Inferiore. L’anfiteatro dovrebbe essere lungo 125 metri e largo 102 metri, ma si è ancora in attesa di un dato preciso, anche perché si pensa possa essere grande almeno quanto quello di Pompei o di Pozzuoli, oppure, addirittura con dimensioni simili all’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il più grande della Campania.
Eppure la città, artificiosamente divisa da circa 150 anni in Nocera Superiore e Nocera Inferiore, è forse l’unico esempio che si conosca di insediamento ininterrotto dalla preistoria fino a oggi.
I suoi “segni” vi si sono linearmente dispiegati da oriente a occidente, perciò sono facilmente riconoscibili da chiunque percorra l’antica strada dal sobborgo di Pareti, dove è tornato alla luce il teatro ellenistico-romano, alla collina del Parco, carica di emergenze medievali e moderne, che vanno dal castello-residenza di corte degli Angioini agli insediamenti conventuali.
Ad ogni buon conto, Nuceria ricade quasi per intero nell’attuale territorio comunale di Nocera Superiore; il suo perimetro urbano, individuato quasi trent’anni fa da Alfonso e Matteo Fresa, è stato più rigorosamente definito solamente nel 1979 da Warner Johannowsky.
L’iniziativa
Il Comune di Nocera Superiore, nell’ambito delle iniziative culturali ha dunque istituito il Premio Culturale “Alfonso e Matteo Fresa”.L’iniziativa nasce per ispirare e coinvolgere studenti e giovani del territorio, promuovendo azioni concrete che favoriscano la crescita del bene comune e la valorizzazione dell’ identità culturale.
Tutti bravi, tutti da applaudire. Ma permetteci di scrivere qualcosa che la diretta interessanta forse gradirà poco. A noi fa piacere farlo: il contributo tenace e costante dato all’ideazione e all’organizzazione dell’evento da parte della consigliere comunale di maggioranza Marcella De Angelis, ancora in bilico a causa del legittimo ricorso pendente al Consiglio di Stato, ma capace di lavorare in silenzio, senza volontà di mettersi in vetrina, alle cose che potrebbero lasciare un segno in città. Se anche dovesse uscire dal consiglio, chi governa oggi Nocera Superiore, secondo noi, sarebbe chiamato a non privarsi della sua intelligenza e della sua intraprendenza.