
Alberico Gambino si sfoga in tono signorile dopo l’assoluzione per concussione, l’ultima che mancava alla serie. Alle parole, probabilmente seguiranno i fatti del partito, Fratelli d’Italia: ora non c’è alcun ostacolo per la sua candidatura alle prossime Europee, la promessa c’è e va onorata, Meloni in primis lo sa alla perfezione. L’intreccio tra politica e camorra è stato sconfessato da tutte le sentenze definitive: la certezza che rimane è propria questa.
“Una registrazione manomessa mi accusava del reato di concussione, cioè di essermi adoperato per far assumere una persona in un famoso supermercato. Vicenda tutta sbagliata, la mia assoluzione è stata come una liberazione, su di me c’era questo carico pendente, ogni notte mi svegliavo pensando al perchè c’era questa macchia sulla mia fedina penale. Ringrazio i miei avvocati, la mia famiglia, il vice ministro Cirielli, la premier Meloni che nel 2015, durante Porta a Porta, prese le mie difese. Ho vissuto anni da incubo, ma ho sempre avuto fede nell’assoluzione. Ricordo lo show delle manette durante il trasferimento da Pagani a Fuorni. La parola di una persona perbene come me erano sovrastate dalle parole di delinquenti. Ventuno mesi di arresto preventivo: si potevano evitare col buon senso, cioè andando a leggere gli atti fatti dalla mia amministrazione. E’ stata mortificata, assieme a me, una comunità intera, quella di Pagani, la mia città. Perdono tutti quelli che hanno fatto del male a me, alla mia famiglia e alla città, che ha pagato uno scotto nazionale, fu definita la città del malaffare dalla trasmissione Report. Mi auguro che lo scandalo mediatico dell’epoca, con reportage assurdi, venga sanato da un servizio di segno diametralmente opposto. Il futuro ? Ho avuto la possibilità di continuare ad avere incarichi all’interno del partito, oggi sono a capo della segreteria del vice ministro Cirielli, metto la mia esperienza al servizio di chi mi ha dato e mi darà ancora fiducia”.
Questo e altro, Gambino ha detto in conferenza stampa a Salerno. L’onore è restituito e giustizia + fatta, come hanno sottolineato i suoi legali. “Dopo 12 anni di processi, 2 anni di custodia cautelare, tra carcere e arresti domiciliari, si è conclusa una vicenda processuale che non può non scuotere le coscienze. L’Onorevole Gambino ha ottenuto l’ultima di una serie di sentenze di assoluzione, per un ultimo episodio che lo vedeva condannato per aver – secondo l’accusa – imposto una assunzione nel centro commerciale Pegaso. Anche quest’ ultima imputazione è stata spazzata via, senza alcuna riserva, dalla Corte d’Appello di Napoli, con una pronuncia di assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa sentenza pone una pietra tombale su tutte le accuse sollevate nei confronti di Alberico Gambino e restituisce dignità ad una persona profondamente onesta”. Lo dichiarano gli avvocati Alessandro Diddi e Giovanni Annunziata. Oltre al risarcimento umano e politico, a questo punto, sembrerebbero esserci tutti gli estremi per un vero e proprio risarcimento patrimoniale per l’ex sindaco di Pagani.