
Nulla di nuovo sotto il sole delle Regionali per l’Agro, che resta bannato o quasi a livello di rappresentanza. In maggioranza ha Cascone, figlio dell’Agro ma ormai salernitano da tempo. Solo l’opposizione, con tanti voti, per l’ex sindaco di Sant’Egidio Carpentieri. Gli exploit personali di Postiglione e Bottone non sono bastati. Le due Nocera annichilite, Scafati ko, Sarno senza fiato. Parecchi salernitani hanno fatto bingo nell’Agro, prendendo una marea di voti: non resta che sperare, per i prossimi anni, che i referenti Agro dei salernitani eletti facciano pressing costante, ricordando ai super votati che l’Agro è un territorio vasto, zeppo di problemi, meritevole di rispetto e attenzione, anzi di cura giorno dopo giorno. E’l’unica speranza che resta, indubbiamente minima difronte alle scoppole rimediate dal vecchio corso e all’incapacità di creare un nuovo corso. Saranno cinque anni, speriamo, di ricostruzione e nel mezzo arriverà un test nazionale che potrà certificare o meno le chance di rinascita (non è verosimile al momento pensare che accada in così poco tempo). Una nuova classe politica si coltiva dal basso, ha le radici sul territorio e la mente illuminata, capace di guardare ai problemi e alle soluzioni, mettendo assieme idealità e pratica. Oggi tutto questo nell’Agro non c’è, le regionali confermano. Le colpe dell’elettorato ? Esistono, c’è chi fa si guidare dal campanile, chi dalla logica dei capi-bastone, chi da alleanze strategiche. Ma le colpe dell’elettorato vengono in subordine rispetto a quelle di una classe politica ormai spazzata via dai tonfi oppure esaltata per un attimo da vacui trionfi.