
Un piano strategico per progettare il futuro del MANN. Forse la novità più interessante lanciata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli per i prossimi tre anni è che al centro dei suoi passi futuri c’è tirar fuori bellezze dagli scrigni nascosti dello stesso MANN. Più che ospitare novità artistiche dal mondo riuscire, finalmente, a valorizzare. Finalmente si potrà vedere la famosa lampada che Nerone offrì a Venere a Pompei. Finalmente la statuaria campana avrà il suo spazio e sarà nutrita. Così come la pittura pompeiana amplierà le sue possibilità con circa 500 nuovi pezzi. Insomma tante opere normalmente invisibili saranno restituite al pubblico, ormai folto, di appassionati del Museo. Ma soprattutto dopo varie escursioni in ambiti differenti i nuovi progetti puntano, come sottolinea il direttore Paolo Giulierini, a rendere questo il Museo archeologico più ricco al mondo. E questo solo mettendo in luce ciò che già c’è.
UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Ma non solo il Mann rilancia il Mann, diventa anche modello esemplare da seguire. Il Piano Strategico 2020-2023 e dell‘Annual Report 2019 del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono strumenti, introdotti dalla lungimiranza del direttore Paolo Giulierini, per programmare e definire gli obiettivi di un’istituzione che ha l’aspirazione di essere cuore culturale della città. Una buona pratica, la sua pianificazione, che dovrebbe sempre più diffondersi nei musei. Parte il secondo triennio di proposte, nonostante il periodo di restrizione, con una serie di obiettivi concreti e già corredati da una disponibilità economica. Il direttore Paolo Giulierini lo promette e annuncia che per il 2023 il MANN sarà “un museo totalmente riaperto al pubblico, raddoppiato nelle sue collezioni pompeiane, con con aree verdi all’interno , con l’apertura del terzo giardino, con un centro di ricerca nel braccio nuovo, con un’importante auditorium, un’ accademia di cucina, un centro di restauro”.
UN QUARTIERE CULTURALE
L’idea è che il museo faccia da cuore di un quartiere culturale sia- come spiega Paolo Giulierini – uno spazio della Città che muovendosi dal Mann come baricentro, insieme ai partner della Rete Extramann, all’Accademia di Belle Arti ed Istituto Colosimo, arrivi alla Galleria Principe di Napoli. Condividendo anche il percorso con imprenditori del circuito Negozio Amico ed artigiani operanti nel territori. Mantenendo, comunque, aspirazioni sempre internazionali, come rivelano i contatti con il Getty Museum o con l’Ermitage.
ANNO PER ANNO
Il 2021
Il 2021 il Mann si allarga: avrà 3000 mq in più di allestimento. A giugno è prevista l’apertura della sezione della Campania romana, con duecento reperti, le statue provenienti da spazi pubblici, provenienti non solo di Pompei ed Ercolano ma anche Cuma, Baia, Pozzuoli e Santa Maria Capua Vetere. Restituendo al pubblico, ad esempio, le statue del Capitolium di Cuma, le decorazioni del Macellum di Pozzuoli.
A Ottobre 2021, protagonista la Sezione Tecnologica del Mann. Nel Braccio Nuovo del Museo un allestimento con oggetti antichi che raccontano le tecnologie antiche. Segue poi , la ricostruzione moderna dei congegni e macchinari (torchio, vite di Archimede, noria, gru calcatoria, odometro, solo per fare alcuni esempi) ed i video esplicativi . In questa sezione la ricostruzione di un Balneum domestico o l’esposizione di un compasso d’epoca
Attesissima alla fine del 2021 la nuova Collezione Pompeiana, nelle sale 91-94 prospicienti al Salone della Meridiana. Circa 500 opere selezionate dai depositi e non esposte da almeno cinquant’anni. Nel riallestimento rientreranno la scultura bronzea dell’Efebo dalla Casa del Citarista di Pompei, la Statua di Apollo in marmo dalla Casa del Menandro, numerosi gioielli in oro ed il tesoro di argenteria dalla Casa di Io e Inaco.
Il grande evento del 2021 poi, dall’ 8 marz, è la mostra su “I Gladiatori”, con le armi del Museo, da anni “in tour” per exhibit internazionali. Si farà un percorso sugli anfiteatri campani, fino al Colosseo. Si ospiterà, in questa occasione, dalla Svizzera il grande mosaico di Augusta Raurica, con le sue scene di combattimenti su una superficie di eccezionale estensione.
Quattro le grandi mostre dell’anno: i “Bizantini” ed i “Nuragici”, con relativi focus su popolazioni e culture del passato; la grande retrospettiva su Alessandro Magno; infine, i “Vulcanici”, che traccerà un nuovo dialogo con le tradizioni, antiche e presenti, del Sol Levante, partendo dai concetti di eruzione e ricostruzione.
Nel 2023, protagonisti gli spazi meno visibili del Museo: dalla cantierizzazione dei sotterranei al completamento del lavoro sui depositi, che prevedrà un riallestimento prima di Sing Sing (2020-2021), poi degli affreschi (2023). Tra i più importanti appuntamenti espositivi dell’anno, la mostra su Samarcanda.
Durante la presentazione, oltre è stata presente Rosanna Romano (Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo/ Regione Campania). Il suo intervento commosso andava nella direzione del valorizzare una collaborazione con un museo in cui parole d’ordine sono fare gruppo e realizzare sogni. Presenti anche Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) grazie al quale il Mann realizza la sua pianificazione, Luca Dal Pozzolo (Direttore Osservatorio Culturale del Piemonte) che dà l’idea di un possibile mann-modello, Elisa Napolitano e Pasquale Sasso (componenti del gruppo di lavoro che ha redatto l’Annual Report).