
Oggi sono 40 anni. Chi c’era quel fatidico 23 novembre 1980 porta in sé la ferita indelebile di una tragedia in cui la forza della Natura ha dato una grande scossa alla quotidianità. Erano le 19,34 e il tempo si fermò. Sono passati 40 anni la traccia di questa tragedia ha il volto di 3000 morti e di 280 mila sfollati e di case distrutte. Il rumore dello scricchiolio della terra, il boato di una forza immensa capace di imprimere nel cuore il valore dell’impermanenza della vita stessa. Per molti anni ogni sussulto esterno, ogni fremito, ogni batter di porte o ticchettii del vento riportava a quella sensazione, a quella paura. Sentirsi piccoli e indifesi, nonostante l’età. Sentirsi impotenti e solamente essere umani. Il male è stato dopo: vedere fuori, ringraziare di essere sopravvissuti ma sentire quanto peso terribilmente politico che avrebbe preso la parola ricostruzione.
Ma la condivisione dell’umano sentire è ciò che di più forte resta di quella esperienza.
A parte gli eventi che si susseguono nelle città più colpite questa commemorazione diventa stimolo per diverse iniziative culturali.
MANN – LA MEMORIA
il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da buon luogo della memoria e della storia qual è non può non dedicare un evento al terribile sisma. In attesa della riapertura del Museo e del ripristino delle proprie attività regala un’anteprima digitale della mostra prevista: “19.34/ Quaranta anni dopo/ La storia in presa diretta. Fotografie di Antonietta De Lillo”, che sarà attiva proprio nella fatidica ora delle 19.34. Ma non basta lancia anche un video (poi presente in mostra), che qui riproponiamo, come il Museo affrontò, nel novembre 1980 e non solo, le drammatiche conseguenze del sisma. Protagonista uno degli archeologi che visse nel Museo quel momento: l’archeologo Antonio De Simone.
Lanciamo qui, per chi vuole e per chi ha voglia di fare rete, di usare i social per condividere una memoria, per ricordare con autenticità l’evento che ha cambiato la vita a chi lo ha vissuto, un’iniziativa sviluppata da noi, come evento facebook, attraverso la pagina Con la cultura non si mangia… IO C’ERO. ERA IL 23 NOVEMBRE 1980 . Chi vuole può pubblicare, proprio nei commenti dell’evento, attraverso parole o altri metodi, il proprio sentire di quell’evento. Un modo per mettere insieme le memorie, alleggerire il proprio peso e i racconti anche di chi non si conosce.
Anche la Reggia di Caserta racconta il terremoto anni ’80. E non è un caso. Dopo l’evento Lucio Amelio, gallerista, riuscì a coinvolgere artisti a trasformare la carica negativa di questa tragedia in carica positiva per l’arte. La collezione Terrae Motus ne è il frutto, poi donato proprio alla Reggia. Per ricordare il Museo ha deciso di riallestire queste opere proprio nelle sale dell’Appartamento Reale. Un evento che intanto sarà virtuale, in attesa della riapertura del museo. C0me spiegato nei dettagli nell’ articolo, che si può leggere cliccando qui.