
Un professionista molto noto in città vince in giudizio contro l’Ente e innesca la procedura esecutiva per ottenere un indennizzo di 214mila euro. L’ultimo round, adesso, ci sarà in Corte di Cassazione dove il privato vanta dal Comune ancora 1 milione di euro. È arrivato all’attenzione del Collegio dei Revisori dei Conti, nonché della commissione consiliare permanente “Patrimonio e Finanze”, il riconoscimento di un debito fuori bilancio che peserà come un macigno sulle casse dell’Ente guidato dal sindaco Giuseppe Canfora. Si tratta, nel caso di specie, di un maxi indennizzo legato ad un contenzioso iniziato 14 anni fa da un avvocato sarnese, destinatario da parte dell’Ufficio Urbanistica di un divieto non rimovibile di edificare e di un vincolo espropriativo su un fondo di sua proprietà.
L’atto di citazione che ha introdotto il contenzioso, nel 2018, venne notificato al Comune, guidato dall’allora sindaco Amilcare Mancusi, che affidò un incarico legale all’esterno per resistere in giudizio contro le pretese del professionista che aveva richiesto un risarcimento al Municipio. Tuttavia, nel 2017, nonostante le eccezioni formulate in giudizio dall’Ente, il Tribunale di Nocera Inferiore ha accolto l’istanza del legale e condannato Palazzo di città. Nel 2018, poi, il Comune, considerando l’attività della consulenza tecnica d’ufficio come «stravolta» dalla sentenza del giudice di primo grado, decise di proporre appello. Da qui, la battaglia legale si è ulteriormente ingarbugliata. Nelle more del giudizio del secondo grado, infatti, il privato ha notificato gli atti di pignoramento su cui l’Ente c si è opposto con un atto di citazione in opposizione all’esecuzione. Al contempo, il professionista sarnese, ha azionato un altro rimedio giudiziale: il reclamo al collegio contro l’ordinanza che non gli aveva concesso il provvedimento cautelare. Il Tribunale di Nocera Inferiore, dal canto suo, riunendo i due procedimenti ed accogliendo ancora una volta le ragioni del privato, ha emesso un’ordinanza di assegnazione di 214mila euro. Pochi giorni dopo, nel luglio scorso, è arrivata anche la sentenza della Corte d’Appello di Salerno recante la condanna al pagamento di 1 milione di euro nei confronti del Comune. Così, nei giorni scorsi, gli organi preposti Comune di Sarno hanno dovuto provvedere a regolarizzare gli atti contabili con la Tesoreria, ossia la banca Bnl, dove il privato ha richiesto le somme oggetto dell’ordinanza di assegnazione del Tribunale. Ora il Comune si giocherà il tutto per tutto in Cassazione, dove è stato già depositato il ricorso contro la decisione d’Appello, che ha condannato l’Ente al pagamento di 1 milione di euro