
Sul fronte delle nomine i criteri di distribuzione delle circa 40 poltrone da assegnare prevedono il 50% a Fratelli d’Italia, il resto diviso tra Fi e Lega con qualche promozione anche per i centristi rimasti a bocca asciutta nella partita dei ministri. Ieri sera la premier ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e i ministri Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, i suoi fedelissimi.
Negli ambienti della maggioranza circolano i nomi di Giulio Terzi di Sant’Agata come viceministro degli Esteri, Marcello Gemmato alla Salute, Wanda Ferro al Viminale, oltre a Edmondo Cirielli (Esteri, con delega alle Imprese, si dice). Forza Italia alla fine dovrebbe ottenere sei sottosegretari, incluso quello all’Editoria, Alberto Barachini, e due viceministri: Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, dove un’altra poltrona è prevista per Andrea Delmastro (FdI) e Valentino Valentini al Mise o, in alternativa, Paolo Barelli all’Interno, dove la lega spinge per Nicola Molteni. Va verso la definizione anche il Mef, con Maurizio Leo (FdI) viceministro e tre sottosegretari, Maurizio Casasco (FI), Alessandro Colucci (Noi moderati) e il leghista Massimo Bitonci, che prenderebbe il posto del collega di partito Federico Freni, per cui si profila un ruolo da viceministro, probabilmente al Mise. Quella casella, però, è appunto contesa da FI. Fra i sottosegretari alla Difesa dovrebbe trovare spazio l’azzurro Matteo Perego di Cremnago. Ai Rapporti con il Parlamento avranno un sottosegretario a testa FI e Lega. Alle Infrastrutture sembra fatta per Edoardo Rixi (Lega), che potrebbe essere affiancato da Giuseppe Mangialavori (FI). La Lega, scottata da non aver avuto il ministro dell’Agricoltura, vuole presidiare il dicastero con uno fra Marzio Liuni, Mario Lolini e Lorenzo Viviani, e fra i sottosegretari dovrebbe esserci Luca De Carlo (FdI). Per l’Istruzione si parla di Rossano Sasso (Lega) e Valentina Aprea (FI), mentre l’ex leghista Massimo Garavaglia può ambire alla presidenza della commissione Industria del Senato.